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Come autocostruire 2 funzionali plancette di poppa spendendo poco e divertendosi.
Articolo da Gommoni e Gommonauti . Autore di testo e foto Federico C. noto gommonauta e amico che ha gentilmente concesso la pubblicazione. Tutto ebbe inizio quando fu installata la timoneria idraulica Vetus che, a causa del suo maggiore ingombro, richiese la modifica del pianetto di copertura della scaletta originale e l’eliminazione della stessa. Senza pensarci 2 volte e confidando sulle doti atletiche del mio equipaggio, ho eliminato la scaletta di risalita originale del fido “Noi Quattro”. Chiaramente facendo il bagno al largo sorgeva il problema della risalita, visto che bisognava utilizzare il piede del motore per uscire dall’acqua e, specialmente i meno avvezzi a contorsionismi, dovevano essere issati a bordo a “mano”. Quando vidi le plancette di poppa della NJ mi piacquero subito, pensando che oltre all’estetica avrei risolto anche il problema scaletta.
Detto, fatto, andai dal conce a chiedere di montare le plancette con la relativa scaletta dedicata. Il conce si strofina le manine e mi chiede se, prima di procedere al montaggio, voglio sapere il prezzo. Trattandosi di due pezzi di VTR nemmeno ben conformati, in quanto ne esiste un unico modello che viene adattato a tutta la gamma, non immaginavo che il costo potesse essere un problema, ma preoccupato dall’interrogazione insistente del conce ho chiesto lumi. Per intenderci stiamo parlando di 2 plancette di VTR delle dimensioni di 45cmX45cm con una scaletta inox , modello nani di Biancaneve, cioè larga 20cm come si vede nella foto. La risposta non si è fatta attendere molto e si è rivelata quantomeno “sconcertante”. Il costo delle plancette è di 550 euro + iva al quale va aggiunto il prezzo della scaletta e la manodopera per il montaggio. Il conce vedendo il mio sguardo atterrito, esordisce, cercando di consolarmi, che mi avrebbe fatto uno sconto particolare e per 500 euri me le dava comprese di scaletta, ma per il montaggio avrei dovuto provvedere da solo. Colto di sorpresa esclamai la classica frase di consuetudine :”Ci penso….” Adesso capisco che siamo dei “polli da spennare”, ma essere preso per il naso non mi piace proprio. Fotografate, come fanno i giapponesi con le cose interessanti, le plancette e memorizzato qualche dettaglio tecnico,ho pensato che si potesse fare di meglio e mi sono addentrato nel mondo della VTR. Dopo un breve giro di informazioni mi sono reso conto che la realizzazione dello stampo avrebbe avuto dei costi improponibili economicamente per 2 soli pezzi. Devo ammettere che ho un grosso difetto, mi piaccione le cose belle e non mi soddisfo facilmente. Allora ho pensato di cambiare materiale scegliendo il più nobile legno. Anche qui lunga e laboriosa indagine di mercato tra gli importatori di legno marino. Nel frattempo passano le feste di Natale e si organizza l’incontro Romano, dove ho il piacere di dare un volto a tante persone conosciute tramite Web. Una di queste, il nostro PaoloM, ovvero Paolo, persona squisita e disponibile, che avendo da sempre la passione per lavorare il legno, si offre per aiutarmi nella realizzazione delle plancette. Grazie alla sua esperienza e le sue conoscenze abbiamo reperito un bel pezzo di multistrato di Okumè da 25mm di spessore. Ora dovevamo dare una forma alle plancette che rispondesse a dei criteri estetici e funzionali. Con l’aiuto e l’approvazione dei miei bimbi, abbiamo, giocando, disegnato e ritagliato con il cartone la forma prescelta frutto di attenti studi bagnodinamici. Consegniamo ufficialmente la forma definitiva a Paolo, che come vede tutte quelle curve addrizza i capelli, ma ormai si era offerto……. Le plancette finalmente iniziano a prendere forma.
Ma il lavoro si dimostrò subito molto più arduo del previsto a causa dell’inclinazione dello specchio di poppa. Le plancette dovevano essere parallele alla superficie con il gommone in acqua, ma per nostra sfortuna quest’ultimo si trovava sul carrello. Una volta immaginato l’ipotetico piano avvalendosi della prospettiva comparata di alcune foto, dovevamo creare il supporto che ancorato allo specchio di poppa avrebbe permesso alle plancette di essere parallele all’acqua. A complicare ulteriormente la cosa la giunzione della vetroresina tra coperta e opera viva che formava un dente di circa 2cm e non permetteva un piano di appoggio omogeneo. La soluzione è stata trovata incassando nello spessore del supporto il maledetto dente e lavorando per approssimazioni successive il piano fino al raggiungimento dell’inclinazione voluta.
Santa pazienza e giornate passate al
gelo (4 gradi) a lavorare di frullino. In fondo sono queste le cose che ti
fanno sentire “tuo” il gommone e ti fanno appassionare, come dei bambini con il
giocattolo nuovo.
Quindi una volta definita la forma e l’inclinazione Paolo a cominciato a stratificare il legno avendo cura di non modificare l’angolo di inclinazione laboriosamente ottenuto, ma inevitabilmente la VTR che si depositava sul legno cambiava di volta in volta qualcosa. Abbiamo previsto di annegare nella struttura i bulloni necessari al fissaggio della scaletta a scomparsa che andrà fissate sotto la plancetta di sinistra, e quelli relativi al fissaggio del supporto rompitratta.
La canna inox utilizzata per realizzare quest’ultimo è da 25mm di diametro con uno spessore di 1,5mm. Finalmente l’opera grezza era finita con relativa prova da parte di Riccardo, contentissimo del suo nuovo posto.
Infine è stato verniciato il tutto con Gelgloss di Veneziani di un bel bianco splendente.
Il piano di calpestio è stato rivestito completamente con teak massello dello spessore di 12mm,
lavorando la cornice esterna con la maestria degna di Geppetto di Collodi, babbo di Pinocchio.
Non contenti abbiamo esteso il rivestimento al pianetto, modificandolo.
Poi siamo passati a riempire i comenti con la gomma e successivamente alla carteggiatura finale del piano.
Qui Paolo a tirato fuori tuttà l’abilità e l’esperienza di chi questi lavori li fa per passione.
Il risultato è strepitoso esteticamente e migliore del prodotto preso come spunto che al confronto sembra accroccato e privo di stile.
Il tutto è stato completato con gli accessori degni del manufatto, scaletta inox di Osculati e ferramenta rigorosamente inox .
Il panetto conferisce il giusto completamento del percorso di accesso al gommone con un risultato estetico e funzionale notevole. Sotto il panetto e’ stato ricavato un mini scomparto drenato per le ciabatte.
I bulloni di collegamento utilizzati per lo specchio di poppa sono da 12mm come quelli utilizzati per fissare il motore, montati su rondelle di grosso diametro e serrati con dadi autobloccanti. Immagine: 41,26 KB La vista posteriore del mio splendido Gommone…
Sono veramente contento del risultato finale che appaga il lavoro svolto. Calcolando che abbiamo iniziato il lavoretto il 08/01/06 ed è terminato il 26/02/06, la lista di pranzi e cene che dovrò offrire a Paolo ci porterà a restare seduti fino all’estate prossima. Il costo della realizzazione, soprattutto grazie a Paolo, che ha messo a disposizione i suoi preziosi attrezzi e tutta la sua disponibilità , è stato di 70 euro per il legno e la ferramenta e di 73 euro per la scaletta. Rispetto al “furto” richiesto dal conce mi sembra un bel risparmio, soprattutto in considerazione del risultato finale ottenuto di livello notevolmente più elevato rispetto all’accessorio a catalogo Questo è un buon pretesto per incoraggiare tutti gli amici gommonauti ad collaborare tra di noi, difendendoci da un mercato sempre più aggressivo. Ad opera ultimata mi è sorto il dubbio se dovrò chiedere il condono edilizio per la superficie aggiunta. In effetti attualmente parlare di 600cm mi sembra che non abbia molto senso. Federico C. |