NUOVA JOLLY PRINCE 21-
by Federico C e Treccia
Una delle novità più
interessanti presentate a Genova quest’anno è sicuramente il nuovo
Prince 21 di nuovajolly.
Grazie all’invito di Antonio Aiello , che ringrazio per la sua
disponibilità, abbiamo avuto modo di provare in acqua tutte le
novità del cantiere tra le quali questo Prince 21 ultimo nato in
casa nuovajolly.
Cominciamo dall’esterno.
Esteticamente questo gommone mi ha favorevolmente colpito sia per le
colorazioni che per le linee pulite senza troppi fronzoli. La carena
riprende le linee introdotte con la serie Prince caratterizzate da
una ruota di prua molto affilata ed una poppa che ancora non sono
riuscito a vedere (sorry).
La coperta è molto moderna e funzionale, con un ampio prendisole a
prua , la console centrale , poggiareni e una dinette a poppa in
grado di ospitare anche 5 persone..
Perfetto il grande gavone unico anteriore che permette di stivare
con facilità anche carichi ingombranti.Il piano di calpestio è ben
alto sopra il livello dell’acqua, forse anche troppo, infatti
salendo a bordo ho notato che l’altezza dei tubolari (sulle auto si
chiama linea di cintura, non so se si potrebbe usare lo stesso
termine che rende molto l’idea) è leggermente più bassa rispetto al
King.
Se ne avvantaggia la linea del mezzo molto slanciata e leggera, a
discapito di un leggera perdità di protezione offerta dal tubolare .
A poppa si è scelta la dinette in luogo del grande gavone, , tanto
caro a chi come me fa campeggio nautico, privilegiando l’abitabilità
e il numero di posti a sedere sicuramente maggiore con questo tipo
di soluzione.
La console centrale è molto avanzata per fare spazio al poggiareni
nel quale è possibile installare un frigo nella parte posteriore.
Ritengo questo accorgimento molto valido per comodità di utilizzo e
sfruttamento degli spazi. Il riparo offerto dalla console è
sufficente (solo per una persona) a patto di restare seduti sul
poggiareni .
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Alla guida si sta abbastanza comodi ma si avverte la mancanza di un
poggiapiedi molto utile per puntellarsi durante la guida sul mosso.
Il timone di piccolo diametro , ben realizzato, segue le tendenze
del momento in quanto a dimensioni e richiama il colore della
tappezzeria.
Le sedute della dinette posteriore, in grado di ospitare comodamente
4 persone e, soprattutto quella anteriore fronte console, mi sono
sembrate un po’ basse costringendo ad una posizione seduta con le
ginocchia ben oltre il bacino. Credo, ma è una mia supposizione, che
questo sia dovuto all’innalzamento del piano di calpestio per
renderlo autosvuotante statico , ma , se così fosse, non capisco per
quale motivo non si siano spostate tutte le altre quote verso l’alto
(problema di altezza di costruzione dello stampo???).
I tubolari sono rastremati verso prua per conferire una linea
slanciata al mezzo , ma il diametro ridotto nella zona di prua
contrasta con le dimensioni del musetto non proprio minimali per la
classe del mezzo.
Le plancette di poppa , che da alcune foto sembravano enormi ,
risultano ben proporzionate e comodissime per il bagno .
Personalmente le avrei allineate longitudinalmente con l’ingombro
del motore in modo da garantire anche una sorta di protezione a
quest’ultimo. Molto buona l’idea di avere un solo piano tra pozzetto
motore e plancette, aumentando di fatto lo spazio calpestabile in
quest’area, sempre molto utile. Sembra ormai d’obbligo il passaggio
da poppa scavato nel contro specchio, anche se non condivido appieno
l’utilità di questo scalino. Sembra quasi un invito a calpestare la
bella cuscineria color biscotto realizzata con imbottitura a cellula
chiusa.
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Beh, penso di avervi annoiato abbastanza , vediamo quali sono state
le mie impressioni durante la prova in acqua. Tengo a sottolineare
che abbiamo avuto completa disponibilità del mezzo sia come tempo
che per numero di prove, tant’è che il buon Treccia non voleva più
scendere.
Il mare è abbastanza calmo , ma il continuo passaggio di
imbarcazioni crea un moto ondoso di direzione variabile valido per
testare il comportamento di questa nuova carena.
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Sulla poppa (purtroppo) un bel 150 Yamaha 4 tempi , unità ben
conosciuta e con buone prestazioni.
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Siamo in 4 a bordo e il gommone a prua è completamente scarico.
L’ingresso in planata avviene con una certa cabrata della prua che
subito dopo si distende, mentre raggiunto l’assetto la prua del
Prince resta ben alta sul mare.

Questo garantisce un buon riparo ed infonde sicurezza agli occupanti
affrontando le onde. L’impatto con le onde si manifesta subito molto
dolce e la carena lavora bene anche a metà scafo. Riusciamo a
tagliare con decisione anche onde di una certa dimensione e gli
spruzzi vengono allontanati dal gommone scongiurando la possibilità
di bagnare la coperta.
Esagerando si arriva al distacco della poppa con il classico impatto
che viene incassato abbastanza bene dalle zone poppiere. Il paragone
con il mio King è inevitabile. La navigazione è sicuramente più
morbida e confortevole soprattutto quando viene impegnata la zona
centrale del gommone. Questa credo sia la caratteristica più
evidente tra i 2 mezzi. Il Prince risulta più stabile e meno nervoso
del King privilegiando il confort alle prestazioni. La risposta del
trim è buona e il battello reagisce positivamente alla variazione di
questo comando, ma nel confronto risulta molto meno sensibile del
suo fratellino. Mi avrebbe fatto piacere provarlo ad alta velocità
ma purtroppo dopo un breve lancio avevo l’equipaggio in procinto di
ammutinamento e ho dovuto desistere.
Antonio ci ha detto di aver raggiunto le 55MPH a titolo di
informazione.
La potenza installata fornita dal F150 mi è sembrata appena
sufficiente per il nostro carico composto da 4 adulti e una bambina.
Forse con una motorizzazione più leggera e performante l’assetto e
le prestazioni ne avrebbero beneficiato. Bisogna considerare che le
persone sedute nella dinette spostano il baricentro più a poppa
rispetto alla seduta sul gavone e se , come nel nostro caso, il
gommone è completamente scarico a prua , bisogna prestare attenzione
a distribuire correttamente il carico a bordo.
Questa in generale è l’esperienza che ho avuto, ottimo prodotto,
ottima qualità dei materiali utilizzati , buone prestazioni, qualche
piccolo difetto di gioventù sicuramente perfezionabile.
Antonio non me ne volere, ma sono stato molto attento e pignolo,
cercando di indicare quelle che, a mio avviso, sono le migliorie che
possono portare questo bellissimo battello allo stato dell’arte.
Comunque a bordo non ero solo e il buon Treccia ci vorrà sicuramente
riferire le sue impressioni in merito, con autorevole voce in
capitolo

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