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Lo sport della canoa fluviale puo' essere pericoloso se affrontato da inesperti, se siete   principianti rivolgetevi ad una scuola di kayak o a persone esperte. Le eventuali descrizioni  contenute in questo sito  sono indicative poichè un fiume può modificare il suo corso in qualunque momento a causa di piene, interventi dell'uomo, sbarramenti, piante di traverso livelli d'acqua differenti ecc. Prima di affrontare qualunque fiume si consiglia di informarsi e di effettuare le dovute ricognizioni.

 

 

 

 

REALIZZAZIONE DELL'IMPIANTO ELETTRICO DI BORDO

attenzione: non modificare l'impianto elettrico del gommone senza autorizzazione della casa costruttice. Danni al gommone persone o cose derivati da errate riparazioni o modifiche non previste dal Cantiere o, dall'utilizzo di parti non originali , saranno di esclusiva responsabilità del proprietario del natante decretando automaticamente il decadimento della garanzia. Gommonirib non si assume alcuna reponsabilità derivante dal mancato rispetto delle disposizioni dei cantieri.  Improvvisarsi esperti è pericoloso, rivolgetevi a personale qualificato per tutti i tipi di manutenzione o modifiche

 

(TESTO E FOTO DI FEDERICO C.)

Il tempo passa, le cose cambiano, ….

Non molti anni fa’ i gommoni non avevano l’impianto elettrico semplicemente perché non era necessario.

Le nuove normative CE richiedono alle imbarcazioni da diporto di essere equipaggiate di un certo numero di accessori che richiedono la realizzazione di un impianto elettrico.

Un gommone moderno di qualsiasi dimensione dai 5,50 in su, ha una quantità di accessori installati ragguardevole e il nostro impianto deve sopperire a compiti ben più gravosi.

La realizzazione viene generalmente curata dal concessionario, salvo casi eccezionali nei quali il gommone viene venduto in package.

Spesso i problemi nascono proprio in questa fase, quando chi esegue l’installazione del motore e dei vari accessori, quali VHF, GPS, radio, fari di profondità, luci di cortesia, autoclave, verricello elettrico, WC e chi più ne ha più ne metta, modifica e , è il caso di dirlo, “crea” il nuovo impianto elettrico.

Come molti affermati installatori sanno, per una realizzazione corretta bisogna avere ben presenti alcune nozioni di elettrotecnica di base e soprattutto avere uno schema da seguire.


 

Questo è quello che si vedeva aprendo il gavone di poppa del mio gommone, non molto diverso da quello che si vede su tutti i gommoni e barche in circolazione.

 


 

Vorrei chiarire a chi volesse cimentarsi nel ”fai da te” i concetti di base secondo i quali ho progettato e realizzato la Grey box, cuore di un impianto elettrico allo stato dell’arte.

Gli obiettivi principali erano di realizzare un impianto con bassa resistenza elettrica, funzionale e esteticamente valido.

I requisiti funzionali che volevo ottenere:

 

- completa indipendenza tra impianto avviamento motore e servizi

- carica contemporanea delle due batterie

- possibilità di scelta batterie/utenza

- massima protezione da eventuali spruzzi o acqua anche con il gavone aperto

- aspetto e costruzione di livello professionale

 

Quando gli accessori di un gommone, quindi il fabbisogno energetico, diventano numerosi, per una maggiore sicurezza a bordo, è fortemente consigliato installare una seconda batteria che ci garantisca:

 

- una fonte alternativa di energia per l’avviamento del motore, per il semplice concetto “il gommone a spinta non parte”

- di soddisfare le richieste di energia delle utenze accessorie, della serie “se Riccardo gioca con la doccia non si riparte”

- la possibilità di essere sostituita o posta in parallelo alla principale per avere una maggiore corrente di spunto, tradotto in “le batterie quando ti mollano, non avvisano”

 

Dopo lunghe riflessioni e ripensamenti ho disegnato lo schema del mio impianto ideale.

 

 

Caratteristiche funzionali

         permette di alimentare il motore da batteria 1/batteria 2 o entrambe in parallelo

         permette di alimentare i servizi da batteria 1/batteria 2 o entrambe in parallelo

         Impianti separati motore/servizi completa indipendenza alimentazioni

         Ricarica di batteria 1/batteria 2 in contemporanea da singolo alternatore in qualsiasi configurazione di scambio

 

note

 

         Linea tratteggiata: collegamento originale all’interno calandra motore  da eliminare

         Nel mio impianto è stato connesso il punto X con il punto Y , senza eliminare il collegamento tratteggiato,creando un errore.

 

Come riserva di energia ho scelto due batterie da 105Ah di qualità, identiche, in modo da poterle scambiare e porle in parallelo senza problemi.

Protette da due contenitori e fissate per evitare che vadano a spasso con navigazioni impegnative.

Particolare attenzione è stata fatta nella scelta del posizionamento delle batterie affinché contribuiscano all’accentramento delle masse.

Per questo ho scelto una posizione particolarmente avanzata a ridosso della paratia che separa il gavone dalla zona conviviale del gommone, modificando il percorso dei tubi di scarico dell’acqua del piano di calpestio autosvuotante statico.

Come deviatori ho utilizzato quelli rotativi 1 via 4 posizioni che vedete in foto della OSCULATI con contatti certificati per 225A continui.

Per garantire la necessaria corrente di carica alle 2 batterie avendo un solo alternatore ho utilizzato un ripartitore anche questo OSCULATI 1 ingresso 2 uscite da 100A.

Per collegare correttamente il ripartitore è fondamentale modificare il cablaggio motore originale interrompendo il collegamento esistente tra l’alternatore e il relè del motorino di avviamento all’interno della calandra del nostro fuoribordo, e passare un cavo diretto tra l’alternatore e il ripartitore di carica.

Sul mio gommone, al momento dell’installazione del nuovo motore, non era stato eliminato questo collegamento e ignaro sarei potuto rimanere in mezzo al mare con tutte e due le batterie scariche.

Infatti se tale collegamento non viene interrotto, il nostro ripartitore viene in parte cortocircuitato vanificando la sua capacità di separare i due circuiti, con la spiacevole sorpresa di ritrovarsi con entrambe le batterie scariche, senza apparente motivo.

Per fortuna sono molto scrupoloso e ricontrollo ogni lavoro eseguito e, quando possibile, chiedo di essere presente alla realizzazione.

Per individuare il collegamento da interrompere basta seguire il cavetto che collega l’alternatore al relè del motorino di avviamento, nel mio caso di colore rosso, scollegarlo dall’alternatore e collegare al suo posto il cavo diretto all’ingresso IN del ripartitore nello schema, che dovremo cablare nel nostro impianto elettrico.


 

Da sempre l’elettricità e l’acqua non sono mai andati molto d’accordo, per cui tutte le connessioni dovevano essere effettuate in un luogo protetto.

L’idea era quella di inserire tutto in un contenitore idoneo, allora disegnai la bozza della mia Grey box.

 


 

La scelta è subito caduta su una scatola per derivazioni stagna IP56 delle dimensioni di 380x300mm della Gewis, con il coperchio trasparente.

 

 

La scelta del coperchio trasparente non è solo estetica, ma anche funzionale in  quanto permette con un rapido sguardo di verificare lo stato delle connessioni o la formazione di ossido.

Ho dotato la scatola di un pannellino di fondo, del tipo isolato in bachelite, disponibile come optional della scatola stessa, sul quale ho eseguito il fissaggio di vari componenti.

Non contento, anche se non era necessario, ho utilizzato esclusivamente bulloneria in acciaio inox A2-70 per scongiurare anche la più remota possibilità di formazione di ossido, dotando ogni bullone di rondella piana e grower.

 

 

Tutte le connessioni cavo/capicorda sono realizzate tramite crimpatura  La pinza che ho usato è quella che vedete nella foto sottostante, capace di crimpare capicorda fino a 100mmq di sezione.

 

 

Tutte le connessioni sono state poi protette e sigillate con guaina termorestringente di opportuno colore e sezione, applicata con il riscaldatore ad aria.

 

 

Per i cavi mi sono lasciato andare….

Trattandosi di un impianto a 12V le correnti in gioco sono notevoli, così per le connessioni esterne ho utilizzato cavi di categoria heave duty tipo H07 di generosa sezione, con doppia guaina protettiva e caratterizzati da una straordinaria flessibilità.

Le connessioni interne sono state realizzate con cavi di elevata qualità multi filari di opportuna colorazione per evidenziare i due impianti.

 

 

Avendo scelto di utilizzare cavi con specifica heave duty, la perfetta sigillatura della connessione è stata realizzata in questo modo.

Vi mostro le fasi della realizzazione di un’attestazione di un singolo capicorda

Si spella il cavo con un cutter/taglierino incidendo per circa 4cm la guaina esterna, e sfilandola dal cavo, avendo l’accortezza di non tagliare la guaina sottostante

 

si esegue la spellatura della guaina interna, mettendo allo scoperto l’anima di rame del conduttore, avendo l’accortezza di spellarne esattamente quanto ne accetta il capicorda

 

 

Si inserisce il connettore e si verifica che la lunghezza di cavo spellata sia corretta.

La spellatura è corretta quando si intravede il rame dal piccolo foro vicino all’occhio del capicorda

 

 

Si esegue la crimpatura del connettore tenendolo ben saldo e avendo l’accortezza di non far sfilare il cavo durante la pinzatura

 

 

Per un migliore effetto estetico consiglio di crimpare sempre la parte bassa del connettore

 

 

si controlla la crimpatura sottoponendola a trazione e dopo un ulteriore controllo visivo si passa al primo rivestimento con guaina termorestringente di opportuna sezione e colore.

Ho adottato una classifica standard dei colori per capire a colpo d’occhio la funzione di ogni tipo di cavo.

- Nero, negativo generale

- Blu positivo motore

- Rosso positivo servizi

Lo stesso codice è stato applicato per la colorazione delle manopole dei 2 staccabatterie.

Si inserisce la guaina di opportuno colore sul cavo avendo l’accortezza di coprire anche il forellino anteriore per evitare infiltrazioni nella connessione. La guaina termorestringente si restringe per circa il 50% della sua larghezza.

 

 

Assicuratevi che la guaina termorestringente aderisca perfettamente al cavo ed al connettore riscaldandola uniformemente

 

 

Inserire la seconda guaina per rivestire e sigillare la connessione tra guaina e connettore, lasciando circa un cm della guaina sottostante in sporgenza per poter identificare la polarità del cavo.

Celeste = positivo Motore nel mio caso

 

 

Riscaldate uniformemente e sigillate il tutto

 

 

ed ecco il nostro cavo intestato e protetto con un risultato estetico e professionale

 

 
 

Come nodi di distribuzione ho utilizzato delle barre di rame da 100mmq fissate su appositi distanziali isolanti.

 

 

Iniziamo il montaggio partendo dal basso, montando i vari distanziali sul pannello.

 

 

Per proteggere i contatti dei commutatori rotativi ho preferito lasciarli all’interno della scatola.

Questa scelta ha comportato la realizzazione di due supporti in legno per portare la base delle manopole  dei due commutatori a filo con il coperchio della scatola.

 

 

Si prosegue montando i supporti in legno e verificandone scrupolosamente le altezze

 

 

Si montano i commutatori rotativi

 

 

Si fora il coperchio trasparente e si verifica il corretto allineamento.

 

 

Poi si passa alla foratura del contenitore per l’applicazione dei pressa cavo necessari per mantenere l’ingresso dei cavi stagno.

 

 

Infine si fissa il nostro ripartitore di carica e si procede con il cablaggio interno.

Questa operazione si è rivelata molto complessa a causa della generosa sezione dei cavi che ha richiesto uno studio sui percorsi e una notevole manualità per piegare i connettori alle corrette distanze.

 

 

Dopo varie peripezie il cablaggio ha preso forma.

 


 

Con un risultato finale di grande effetto e molto valido tecnicamente.

 

Rapido test funzionale ed ecco il pacchetto pronto per la posa in opera, che avverrà appena la temperatura lo consente in primavera.

Qualche dettaglio tecnico:

Cavi esterni per il collegamento batterie 35mmq

Cavi interni impianto avviamento motore blu 35mmq

Cavi interni impianto servizi 25mmq

Cavi esterni circuito di ricarica verso alternatore 12mmq

Cavi interni circuito di ricarica 12mmq

Costo dei materiali per la realizzazione della Grey box e dei cavi, 120€

Tempo impiegato per la progettazione e realizzazione …..

Tanto, tantissimo,  ma trattandosi di un passatempo, è gratis.

Installazione e posa in opera

La primavera inizia a fare capolino e nonostante i lavori su “Noi Quattro” release 2006 non sono mai terminati, la famosa grey box era lì ad osservarmi.

Il notevole interesse, confermato dalle numerose mail ricevute, in merito a questa realizzazione, mi ha spinto a completare l’opera descrivendo l’installazione a bordo della ormai famosa Grey box e la realizzazione del cablaggio in opera, per essere di aiuto alle persone che mi hanno voluto seguire replicando tale impianto.

E’ giunto quindi il momento di collocarla al suo posto nel gavone di poppa di “Noi Quattro”realizzando le parte di cablaggio che non potevo realizzare al box.

Aperto il gavone questo è lo spettacolo che mi si è prospettato davanti….

Per prima cosa ho fissato il quadretto sulla paratia interna del gavone di poppa, in posizione elevata per scongiurare qualsiasi contatto con l’acqua anche in occasione di un accidentale allagamento nel gavone stesso.

La realizzazione prevedeva di spostare le batterie su due appositi pianetti da realizzare sopra i longheroni all’interno del gavone di poppa.

Al fine di non arretrare il baricentro del gommone la posizione delle batterie doveva essere spostata più anteriormente possibile.

Questo ha comportato la modifica degli scarichi degli ombrinali del piano di calpestio che con l’occasione sono stati sostituiti utilizzando prodotti di acciaio Inox.

La modifica è stata realizzata con l’ausilio di curve e tubazioni facilmente reperibili in negozi di idraulica.

 

E questo è il risultato finale,

Poi ho cablato il cavo delle alimentazioni dei servizi verso la console, dove si trova il pannello servizi delle utenze di bordo secondo il seguente schema.

Ho utilizzato un cavo H07 da 3x6mmq, per portare le 2 linee separate del positivo servizi, avendo l’accortezza di proteggerle con 2 magneto termici da 6A e un negativo per servire le utenze in console.

Le due linee servono simmetricamente le utenze del pannello servizi avendo l’accortezza di distribuire i carichi più gravosi.

Come potete vedere con la prima linea ho alimentato le luci di via, le luci di stazionamento, le luci di cortesia e l’autoclave, mentre con la seconda linea , la sentina, le trombe e la presa di alimentazione della console.

Per portare l’alimentazione sotto contatto del pannello servizi alle utenze installate nel gavone di poppa ho utilizzato un cavo H07 da 3x2,5mmq.

Nello stesso gavone è stata sistemata una scatola di derivazione stagna dove confluiscono i cavi e viene assemblato un nodo di massa.

Ho adottato questa soluzione per diminuire le cadute di tensione dovute al ritorno del negativo verso il pannello servizi, terminando i negativi delle utenze del gavone di poppa direttamente nel contatto di massa all’interno della Grey box.

Alla scatola di derivazione arrivano quindi i positivi sotto contatto provenienti dal pannello servizi, la massa proveniente dalla Grey box e si derivano i cavi per le luci di stazionamento, le luci di cortesia, la pompa di sentina e l’autoclave.

Il serbatoio dell’acqua è stato spostato in carena davanti al serbatoio della benzina in modo da spostare peso a prua e bilanciare il peso delle plancette di poppa.

Attualmente sono alla ricerca di un serbatoio delle dimensioni adeguate per poter essere inserito nell’apposito vano sotto il piano di calpestio.La pompa della doccia è stata spostata sulla paratia di poppa vicino alla doccia stessa.

Tutti i cavi sono stati terminati con dei connettori crimpati e fissati tramite fascette alle pareti interne del gavoneI percorsi sono stati studiati sia dal punto di vista funzionale che estetico, curando le curvature e l’ordine dei cavi.

 

Il collaudo a bordo è stato eseguito con una batteria da 6A a secco per comodità e sicurezza.Appena collegato l’impianto ha mostrato solo un  errore di collegamento verso la pompa della doccia, dove distrattamente era stato collegato il filo sbagliato.  Risolto il piccolo inconveniente il collaudo è stato superato senza problemi con una notevole efficienza e scarse cadute di tensione sulle varie utenze.

Buon mare a tutti.

 

 attenzione: non modificare l'impianto elettrico del gommone senza autorizzazione della casa costruttice. Danni al gommone persone o cose derivati da errate riparazioni o modifiche non previste dal Cantiere o, dall'utilizzo di parti non originali , saranno di esclusiva responsabilità del proprietario del natante decretando automaticamente il decadimento della garanzia. Gommonirib non si assume alcuna reponsabilità derivante dal mancato rispetto delle disposizioni dei cantieri.  Improvvisarsi esperti è pericoloso, rivolgetevi a personale qualificato per tutti i tipi di manutenzione o modifiche