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Lo sport della canoa fluviale puo' essere pericoloso se affrontato da inesperti, se siete   principianti rivolgetevi ad una scuola di kayak o a persone esperte. Le eventuali descrizioni  contenute in questo sito  sono indicative poichè un fiume può modificare il suo corso in qualunque momento a causa di piene, interventi dell'uomo, sbarramenti, piante di traverso livelli d'acqua differenti ecc. Prima di affrontare qualunque fiume si consiglia di informarsi e di effettuare le dovute ricognizioni.

 

 

 

 

Fiume PO :  300 km in canoa     da Orzinuovi a Venezia

Vi proponiamo una vacanza decisamente alternativa , alla portata di tutti coloro che sanno affondare con discreta sicurezza una pagaia e timonare un kayak in acque poco mosse. Si tratta di raggiungere Venezia via fiume partendo proprio dal  fiume di casa nostra , l'Oglio. Orzinuovi, L'Oasi dei Pensionati a 3 km dalla piazza al termine di via Vecchia, è il porto ideale per salpare. Servono poche cose e pochi soldi: una settimana di ferie, un kayak, la relativa attrezzatura, sacco a pelo tenda, un ricambio d'abiti, spazzolino, salviettine umidificate, e , se desiderate una totale indipendenza, pentole, fornello, piatti, posate usa e getta, ed infine un equipaggio di amici amanti della natura. Carte stradali non compratene perchè è impossibile sbagliare, dovete solo seguire la corrente. Il periodo migliore è Maggio Giugno, in quanto il livello dei fiumi vi può aiutare,non ci sono zanzare, la temperatura è ideale e le giornate lunghe quanto basta. Ovviamente il tragitto è da dividere a tappe che potete decidere giorno per giorno. Eccovi un collaudato esempio:

Primo giorno: Partenza nel pomeriggio da Orzinuovi seguite la corrente e toccherete Soncino,Barco, Villagana, Acqualunga, Bordolano, e dopo il tramonto , atraccate al molo galleggiante della rosa rossa a Monticelli d'Oglio. I gestori gentilmente hanno concesso una tettoia in riva al fiume per il pernottamento .

Secondo giorno: Pontevico, Seniga; Binanuova, e qui pausa, approdate a isola Dovarese per il pranzo e fate una camminata tra la gente, sara una sensazione strana.... Per montare la tenda ci sarà solo l'imbarazzo della scelta su entrambe le sponde.

Terzo giorno: Canneto, Marcaria, Gazzuolo e dopo località le Chiaviche siate pronti al maestoso innesto con il PO. Ora fate attenzione ai cartelli bianchi e rossi  sulle rive perchè vi guideranno nella giusta corrente e, se all'inizio troverete poco logico zizagare in quel grande fiume, capirete ben presto uno dei tanti segreti che governa lo scorrere di tanta acqua. 

       

Quarto giorno: un susseguirsi di isole merita un'intera giornata alla loro scoperta. Sono deserte, ricche di vegetazione e fauna, facili da approdare e perfette per passare la notte intorno ad un bel fuoco, dato che la legna non manca. Assisterete poi ad un nuovo spettacolo, a pochi km l'uno dall'altro il Mincio ed il Secchia a spingervi con maggior vigore. Se preferite la comodità fermatevi a Revere, portete chiedere ospitalità alla Canottieri e dormire sul grande molo galleggiante.

Quinto giorno: Riserva naturale dell'isola Boschina, Melara, Castelmassa, Calto, e Ficarolo per una nuova sosta, ideale il pontile galleggiante della birreria l'Ancora che ben si presta per una cena non da campo o se avete a disposizione unpo' di luce buono anche Occhibello o Pontelagoscuro.

Sesto giorno: Vi sentirete esageratamente in forma, capirete che il mare viaspetta prima del tramonto e dopo Polesella, Crespino e Berra sarà necessaria un'importante decisione. A destra il ramo del PO di Goro che vi conduce a sud del delta, a sinistra il ramo del PO di Venezia. Nel primo caso finirete con un giorno di anticipo, nel secondo caso giungerete a Taglio di PO e qui l'altra scelta; un canale artificiale che sbocca nella laguna veneta o alla foce del PO di levante, oppure dritti al mare nelle bocche del PO di Pila. Tutto il delta è perfetto per un pernottamento.

Ultimo giorno:  Mare a destra terra a sinistra e la laguna sarà vostra. Dopo il porto di Chioggia costeggiate all'interno il litorale di Pellestrina, Passate Santa Maria di Mare, godetevi il lido e visitate Venezia, pagaiando ovviamente. E' meglio organizzare il rientro con macchine o furgone, ma se siete tosti, andate in stazione con i kayak e informatevi sui treni per Brescia, o in caso di esaltazione di gruppo, per Palazzolo, non a caso sull'Oglio.

Questa esperienza la ricorderete sempre, vista sulla carta sembra un'impresa ma è alla portata di tutti (Con un  po' di allenamento s'intende). Cogliete il senso del viaggio, imparerete nuovi riferimenti visibili solamente solcando quella strada azzurra che scivola sicura dove sa. Scoprirete con sorpresa l'amore delle "persone  di fiume", la bellezza della natura di casa nostra ed il pericolo che essa corre. Ricordatevi, cinque vostri normali compaesani l' hanno fatto e sono pronti a rifarlo.Buon viaggio! 

Stefano Massimo Fausto Gino Andrea

Testo di   Fausto Zuppelli

 

Lo sport della canoa fluviale puo' essere pericoloso se affrontato da inesperti, se siete   principianti rivolgetevi ad una scuola di kayak o a persone esperte. Le eventuali descrizioni  contenute in questo sito  sono indicative poiche' un fiume puo' modificare il suo corso in qualunque momento a causa di piene, interventi dell'uomo, sbarramenti, piante di traverso livelli d'acqua differenti ecc. Prima di affrontare qualunque fiume si consiglia di informarsi e di effettuare le dovute ricognizioni.