nautica da
diporto, gommoni, rib,
canoa kayak fluviale
descrizione di fiumi , discese guidate
, mercato dell'usato canoa ,
gommoni , nautica da diporto , forum

è
vietata la riproduzione e l'utilizzo anche parziale di testo e
foto di questo sito senza l'autorizzazione del
proprietario
note legali
Lo sport della canoa fluviale puo' essere
pericoloso se affrontato da inesperti, se siete principianti
rivolgetevi ad una scuola di kayak o a persone esperte. Le eventuali
descrizioni contenute in questo sito sono indicative poichè un
fiume può modificare il suo corso in qualunque momento a causa di piene,
interventi dell'uomo, sbarramenti, piante di traverso livelli d'acqua
differenti ecc. Prima di affrontare qualunque fiume si consiglia di informarsi
e di effettuare le dovute ricognizioni.
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dovute ricognizioni.
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Joker
Boat 650 con Evinrude 200 cv H.O.
Alessandro
P. dice che nel cuore di ogni gommonauta "c'è
sicuramente un maxi",
io dico che invece c'è la possibilità di
"curarsi
il proprio gommone fin dalla nascita",
come ha fatto lui! Naturalmente, anche dopo si procede
alle necessarie modifiche (Modifica
JB 650)
Nel
cuore di ogni gommonauta c'è sicuramente un
maxi. Purtroppo oggi con l'avvento dell'€ tali
mete restano solo sogni.
Comunque
il vero gommonauta non si arrende e stringi di là
e allarga di qua ecco che si riesce ad upgradare il
"piccolo" gommone già in suo possesso,
come: indebitandosi a vita!
Già
è proprio così con notevoli sacrifici
sono riuscito ad acquistare quello che ritengo il mio
punto di arrivo per quanto riguarda la nautica, a meno
che non dovessi fare 6 al Superenalotto!
Dopo
lunghe meditazioni e prove di gommoni di quasi tutti i
cantieri più blasonati, ho fatto la mia scelta:
Joker Boat Coaster 650.
Tutto
ha avuto inizio qualche anno fa quando un mio carissimo
amico mi fece provare la versione di questo battello
antecedente al 2004 motorizzato Evinrude Ficht Ram 200
cv. La prova non mi entusiasmò più di
tanto un po' per il layout della coperta e un po' per
il fatto che non rientrava nel mio budget.
Di
anni ne sono passati e quest'anno con mia moglie
abbiamo deciso di fare il passo. Abbiamo provato il
Sacs 680 Gost, il BWA Sixfifty.ecc.ecc. ma niente ci
aveva solleticato. Un bel giorno, io avevo la febbre,
un amico concessionario mi invita alla prova di un
fiammante JB 650 modello year 2004 stavo per
rinunciare, ma noi gommonauti non ci tireremmo mai
indietro davanti ad una prova in mare. Ed eccomi a
provare il nuovo gommone, salito a bordo noto
immediatamente la differenza sostanziale del layout che
ha reso molto più vivibile questo battello. La
cosa che salta subito all'occhio è la modifica
che dalla mezzeria del battello arriva fino all'estrema
poppa: la consolle avanzata di qualche cm lascia molto
spazio per il passaggio tra il timone e la seduta del
gavone poppiero, gavone reso veramente immenso con un
portello ampio che permette lo stivaggio di ogni sorta
di accessorio(sono riuscito a riporvi il tendalino da
200 cm) e la plancetta poppiera che ha finalmente
eliminato l'odiosissima sentina a cielo aperto del
vecchio modello.
Questo
spazio è fruibilissimo per fare la doccia
comodamente. Il gavone davanti la consolle è
ampio ma non molto profondo a causa dei due serbatoi
inox da 90 lt cad. Il gavone prodiero al contrario è
molto profondo arrivando fino all'asse di chiglia.
Dinanzi a questo gavone c'è il gavone
dell'ancora che può contenere ogni sorta di
ancora anche una Danfort da 8 kg. Il cantiere da anche
una prolunga che trasforma il prendisole in un area
veramente grande. Metto in moto e … dimenticavo
il battello era motorizzato con il nuovo possente
Evinrude E-Tec 200 cv H.O.
Goduria!
Il motore ha un tono sornione, ma con un tono poco più
alto di un 4t. Usciamo dal porto in dislocamento e poi
cominciamo le danze! Appena sposto la manetta mi trovo
letteralmente spinto da una forza impressionante
opposta al senso di marcia. Il passaggio dal
dislocamento alla planata non è percepibile se
non per il mutare della forma della scia. Il motore
continua a prendere giri sembra non voler smettere mai,
morale mi trovo a 5400 rpm a oltre 50 kn in pochissimi
secondi. Il "suono" proveniente
dall'esacilindri è veramente confrontabile ai
concorrenti 4t. A 35 kn possiamo conversare
tranquillamente senza gridare e a parte i moscerini
nulla ci turba. Comincio a prendere delle onde di scia
alte 60-70 cm tra i 35 e 40 kn ed il gommone nemmeno si
scompone non perde aderenza. Comincio qualche virata
sempre alla stessa andatura stringendo sempre più
il raggio ed ecco che ….non derapa, continua
come se fosse in un binario senza perdere aderenza
sollevando con il tubolare esterno onde di 1 metro e
mezzo con il tubolare interno quasi sotto il pelo
dell'acqua. Ineccepibile! Le stesse onde generate
vengono debitamente tagliate dalla prua del battello
dimostrando ancora l'ottima direzionalità di
questa carena. A parte le doti velocistiche, ho avuto
modo di apprezzare l'ottimo comportamento sul mosso che
mi ha permesso di affrontare le onde senza sbattere e
senza perdere il contatto con l'acqua, difetto tipico
dei battelli plananti.
Ebbene
qualche giorno più tardi ho firmato il
contratto.
All'inizio
avevo pensato di motorizzarlo con il "vecchio"
115 cv Evinrude Ficht Ram già in mio possesso ma
poi il pensiero di uscire il gommone nuovo con un
motore al limite della potenza minima consigliata non
mi aggradava perciò opto per il nuovo E-Tec da
2,6 lt 175 cv. Qui cominciano i dolori. Dopo 6 mesi di
attesa i motori non arrivano a causa della consistente
richiesta da parte del mercato americano che assorbe
ogni cosa. Pertanto a malincuore opto per la versione
da 3,3 lt che come minima taratura di potenza prevede
solo il modello 200 cv H.O. L'allestimento l'ho curato
personalmente presso il rivenditore.
E'
stato molto entusiasmante attrezzare di tutto punto il
gommone ed organizzare i servizi sia elettrici che
logistici a piacimento. Di tempo ne ho impegnato
parecchio ma alla fine il risultato è stato
soddisfacente e qui di seguito vi mostro alcuni
passaggi che mi hanno portato al risultato finale:
Stamani
come prima cosa ho spacchettato il "pacco regalo".
Ho rimosso con attenzione la plastica termorestringente
che fasciava il gommone facendo attenzione a non
incidere il tessuto sottostante. Ho controllato,
prima di metterlo in forma, che non vi fossero difetti
di varia natura compresa la chiglia.
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Con
un gonfiatore elettrico tipo Bravo e non con il
compressore che inevitabilmente scarica condensa
all'interno dei tubolari ho portato i sei scomparti
ad una pressione di 100 mbar.
Ho
controllato nuovamente che il tessuto non
presentasse difetti o macchie.
Con
la plastica avanzata ho foderato tutte le superfici
che saranno oggetto di calpestio continuo , causato
dai lavori da eseguire.
Quindi
tutti i corridoi di cammino e la controstampata
nella zona prodiera e il fondo del gavone poppiero.
Ho
controllato i cuscini e il pacco contenente la
timoneria idraulica Sea Star (DI SERIE).
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A
questo punto ho coperto il gommone con un telo con
occhielli (si trovano nelle ferramenta di varie
dimensioni).
Ho
approntato un tavolo da lavoro con due cavalletti e ho
poggiato su la consolle. Ho preso le dime per praticare
i fori della strumentazione ed ho provveduto a forare
il pannello, ho fatto altrettanto per il quadro
elettrico e le prese a 12 v.
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Importante:
usate sempre occhiali e mascherina protettiva quando
forate la vetroresina. Ho ripulito il tutto e ho
chiuso .........per oggi.

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Per
l'impianto elettrico ho previsto due batterie, una
da dedicare alle utenze di bordo e una per
l'accensione del motore. A questo punto si rende
necessario mettere mano al portafoglio e provvedere
a comprare i portabatteria, staccabatterie, del filo
elettrico monopolare da 16 mm,10, 2,5 e 1,5 mm di
sezione al fine di alimentare tutto il sistema. Io
personalmente ho comprato un pannello utenze della
Osculati con la predisposizione a 7 fusibili termici
di vari amperaggi e altrettanti interruttori. Il
pannello in questione è predisposto di un
pulsante per la tromba.
Ho
predisposto anche delle luci di cortesia all'interno
dei gavoni, utili quando si cerca qualcosa negli
anfratti più nascosti o si esce di notte o
all'alba.
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Gli
interruttori sono stati predisposti per il seguente
utilizzo: un Master per staccare tutto quando si è
alla fonda; un interruttore a due posizioni per le
luci di cortesia (una nel gavone di poppa e una
all'interno del vano sotto consolle) uno per
alimentare l'illuminazione degli strumenti e le luci
di via, uno per alimentare la luce di fonda, un
pulsante per la tromba, uno per la pompa di sentina
e uno per l'autoclave.
Poi
nelle cassette stagne che ho previsto faro in modo
che sia possibile prelevare energia elettrica
tramite le prese a bassa tensione.
Ciò
mi permetterà di collegare per es.: un frigo
o un gonfiatore in qualsiasi posto all'interno dei
gavoni.
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Le
utenze saranno dimensionate in base all'utilizzatore
e pertanto le prese a bassa tensione saranno
supportate da sezioni del filo di 2, 5 mm, così
come l'autoclave e la pompa di sentina, mentre le
altre utenze vedi illuminazione quadro o luci di via
con sezioni da 1,5 mm.
Per
comodità ho predisposto una cassetta stagna
dove all'interno ho posizionato un connettore
multiplo di massa, un rack di fusibili di vari
amperaggi e dei capicorda per il polo positivo di
grossa sezione.
La
linea che dalle batterie servirà la scatola
di derivazione sarà alimentata a mezzo cavi
di sezione 10 mm.
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Importante:
tutti i cavi verranno inguainati con la guaina
spiralata per rendere il tutto indifferente a
sollecitazioni termiche e meccaniche.
Poiché
ho predisposto il posizionamento delle batterie
abbastanza lontano dal motore sarò costretto
a rifare i cavi da 25 mm del motore e pertanto a
mezzo capicorda armati e pinze per crimpare dedicate
opererò la modifica.
Oggi
ho continuato il mio lavoro.
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Ho
ultimato il cablaggio del quadro principale ed ho
piazzato la consolle sulle sue dime. Ho provveduto a
fissarla con 12 bulloncini con testa svasa, dadi
autobloccanti, rondelle inox a tazza e rondelle in
teflon per evitare di rovinare il gelcoat. Ragazzi
che sudata: per posizionare la consolle e fissarla,
sono dovuto entrare dentro il gavone che contiene i
due serbatoi e a testa sotto e piedi in aria serrare
il tutto.
La
prolunga di prua è stata sostituita con un
tavolino con piede telescopico. In questo modo si
ci sente veramente a casa!
Ho
provveduto a rifare la copertura delle plancette
poppiere.
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Ho
procurato il legno presso lo stesso cantiere ed ho
applicato i listelli su una dima realizzata in
compensato da 3 mm. Ho incollato i listelli con la
colla da parquet e ho lasciato asciugare per 24
sotto pressione (due conf. di acqua da 2lt). Ho
levigato il tutto con la rotorbitale e ho passato
diverse mani di un buon impregnante (Boero).
Questo
è il lavoro finito del rivestimento
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E
questo è il risultato finale.
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Per
le manette, nonostante il difetto riscontrato
(troppo vicine al timone), ho preferito
ugualmente installare quella a chiesuola e per
minimizzare il problema ho provvisto un supporto
in multistrato.
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Sempre
nell'idea di rendere unico il gommone ho provveduto
a "fasciare" il timone.
Alla
fine ho deciso di autocostruirmi anche il tendalino,
in AISI 316. In commercio non si trovano delle
misure necessarie: 290x200!
Comprandolo
std avrei dovuto adattarlo e spendere altri soldi
quindi ho preferito realizzarlo da me.
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Mi
sono armato di matita, squadrette, goniometro e ho
buttato giù qualche misura.
Risultato
finale: 16,9 mt di tubo AISI 316 da 22 mm e 3 mt di
AISI 316 da 25 mm. Superficie 290x200 altezza dal
piano di calpestio 195.
Il
tendalino sarà a tre archi di cui uno
telescopico per adattarlo alle esigenze.
Infatti
potrò fare in modo di renderlo di misura std
o maxi. Anche il telo permetterà l'estensione
a mezzo di una cerniera che accorcerà il
tutto.
Fino
ad ora ho speso: 120 € d'acciaio e 90 € di
raccordi e snodi inox resta solo il telo che vorrei
realizzare io ma probabilmente mi affiderò ad
un professionista.
In
navigazione il tendalino chiuso sarà
sorretto, a mò di roll-bar, da due montantini
fissati ai lati del gavone di poppa e al tempo
stesso durante l'utilizzo alla fonda dovrò
semplicemente fissarlo a prua con due cimette.
Quando
il gommone riposa in cantiere i due montantini
provvisti di sgancio rapido mi permetteranno di
reclinarlo sui tubolari.
Dato
che il tendalino è quasi completo non resta
che da fissare i tamponi sui tubolari.
Per
l'occasione ho scelto dei tamponi di qualità,
dato il peso in gioco e la fattura del lavoro.
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I
tamponi da soli costano 20 € cad. ma
comprendono anche il supporto a sgancio rapido in
AISI 316.
L'operazione
che ho effettuato può essere presa d'esempio
anche in caso di riparazioni o applicazioni di
accessori sulla tela di hypalon-neoprene.
Il
prodotto usato per l'incollaggio è
bicomponente pertanto una volta attivato deve essere
utilizzato entro ¾ h .
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La
prima operazione da fare è localizzare il
punto d'incollaggio del tampone.
Una
volta che si è trovato il punto con una
matita segnate il perimetro esterno del tampone,
fatto ciò rimuovete tutto e pulite la zona di
lavoro.
La
parte da incollare dovrà essere sgrassata
(solvente) e poi carteggiata per "aprire"
i pori del tessuto e meglio ricevere il collante.
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La
stessa cosa dovrà essere effettuata sulla
faccia inferiore del tampone da incollare.
Utilizzate
un piccolo foglio di carta abrasiva da passare più
volte all'interno dell'area segnata sul tubolare.
Ripulite
con un getto d'aria la zona dai trucioli e con del
nastro da carrozziere segnate tutto il
perimetro. Come avrete notato ho utilizzato il
nastro, tangenzialmente, in modo che riproponessi le
forme arrotondate del tampone.
Finita
questa operazione potete miscelate l'attivatore al
collante avendo l'accortezza di non mescolarlo
velocemente, ma molto lentamente, questo al fine di
evitare l'inglobamento di bolle d'aria nella mistura
e creare zone vuote nei punti di contatto.
Con
il pennellino passate uno strato omogeneo su tutte e
due le superficie, tubolare e tampone ed attendete
circa 5-10 min (dipende dalla temperatura esterna)
per essere certi che il tempo di asciugatura prima
della sovrapposizione sia corretto appoggiate
delicatamente il polpastrello sulla colla e se non
attacca vuol dire che è pronto.
La
stesura del collante deve essere ripetuta due volte.
Assicurati
che il collante sia asciutto quanto basta, bisogna
rimuovere il nastro, con attenzione in modo da non
lasciare residui indesiderati ed evitare che il
collante "con i suoi fili" vada ad
inzaccherare il tessuto pulito.
A
questo punto siamo pronti all'incollaggio.
Appoggiate il tampone in modo che il lato lungo
combaci con l'impronta sottostante e lentamente fate
aderire tutto il bordo. Per l'occasione ho
utilizzato un attrezzo artigianale di legno duro che
mi ha permesso di schiacciare per bene tutto il
bordo e far fuoriuscire eventuali bolle
intrappolate.
Una
volta che tutte le bolle sono fuoriuscite e che il
tampone è incollato su tutto il perimetro con
una mattonellina di caucciù si rimuove tutto
il collante che è sbordato. Non pensate di
evitare questa operazione perché il collante
usato ha un brutto vizio: quando è liquido ha
un colore giallo paglierino , dopo la totale
catalizzazione diventa di un bel marrone cachi ...!
Non
resta che aspettare almeno 24 h e poi potrete
utilizzare i vostri supporti anche come bitte!
Stamani
ho completato il tendalino ... per quanto riguarda
l'impalcatura. Mi sono armato di metro, punta al
cobalto, grani inox e frenafiletti ed ecco il
risultato:
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E
qui di seguito le plancette poppiere in opera.
Le
foto del tendalino finito ed in opera:
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Spesa
totale:tappezziere 180 €-acciaio 110 €-
raccordi inox 65 €= 385 €
Misure
315 x 200
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Finalmente
dopo 6 mesi di attesa il motore è arrivato.
Per prima cosa ho dovuto cambiare l'invasatura dove
era collocato il mio Joker, con una più alta.
Mi sono avvicinato il pacco regalo ed ho
incominciato a scartarlo... che emozione.
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Con
la gruetta ho completato le operazioni di
spacchettamento.
Ho
preso le misure (dima metallica) e mi sono fatto
consigliare sul posizionamento del motore che alla
fine corrispondeva perfettamente ai requisiti
richiesti.
Non
è stato richiesto alcun decentramento in
quanto il gommone ha già la consolle
decentrata a dritta pertanto un ulteriore
spostamento del motore avrebbe portato ad una
navigazione sbilenca tutta a dritta.
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Effettuati
i fori con una punta da 13,5 ho siringato una buona
dose di silicone bianco e ho inserito i bulloni
facendo in modo che il silicone fuoriuscisse
lateralmente e riempisse tutte le intercapedini
dello specchio di poppa.
Con
la gruetta ho avvicinato il motore alla poppa e con
un pò di fatica ho inserito al loro posto i
bulloni nel cavalletto. Doppia chiave da 19 mm per
serrare il tutto e poi controllata con la
dinamometrica.
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A
questo punto ho provveduto al montaggio della
timoneria operazione facilissima in quanto
adeguatamente spiegata nelle istruzioni ed allo
stesso modo ho effettuato lo spurgo.
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Intanto
godetevi queste immagini ed in esclusiva saprete
il nome del mio nuovo gommonazzo!
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Ed
eccolo finalmente in acqua
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Le
sensazioni al governo di questo mezzo sono
inebrianti.
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La
planata arriva in modo fulmineo.
Le
condizioni del mare non mi hanno permesso di provare
come volevo io il battello, il mare sembrava una
lastra di vetro.
Per
i numeri: limite di planata 9 kn, non ho avuto di
fare le prove perché mi sono divertito a
scorrazzare in lungo e largo ma a 5400 rpm il gps ha
indicato 50,8 kn e ancora avevo circa quattro cm di
manetta da mandare giù.
Sarei
tentato di provare la 23".
Alcuni
amici miei hanno avuto modo di saggiare cosa
significa la forza "g" nelle violente
accelerazioni che la "bestia" sa
imprimere, qualcuno mi ha detto ... sembra la R1.
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Al
di là delle prestazioni velocistiche il
battello ha una tenuta eccellente e nelle virate è
assolutamente incollato all'acqua.
Buona
navigazione a tutti!
Alessandro
P. (Ale
& Mary) ©
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Modifica
JB 650
Rivolta
a tutti coloro che posseggono questo gommone in versione
anno 2004
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Il
gommone è stato ristilizzato come lay-out di
coperta, resa autovuotante statica, ma l'opera viva è
rimasta invariata.
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Durante
il soggiorno a Milazzo mi sono accorto che spesso mi
trovavo con i piedi a mollo ma non mi capacitavo del
problema, addebitandolo all'ingresso d'acqua da parte
degli occupanti che rientravano fradici a bordo. L'altro
giorno, all'ormeggio, mi sono seduto su un tubolare e
con sorpresa ho visto un fiotto d'acqua rifluire
dall'ombrinale sul piano di calpestio ... orpo!
La
cosa mi insospettisce e comincio a guardare bene e
scopro il problema.
Questa
schifezza di valvola non può assolutamente
svolgere il compito affidatogli, perché troppo
piccola, troppo fragile e che si fa mettere in ginocchio
da un ... frammento di posidonia o capelli.
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Il
problema di riflusso è tanto più evidente
tanto più il carico imbarcato è maggiore
infatti la valvola che non funziona finisce sotto la
linea di galleggiamento e fa defluire acqua sul piano di
calpestio.
Nel
mentre vi allego due foto che mostrano l'ombrinale sul
piano di calpestio e i gomiti in ottone presenti
all'interno del gavone poppiero.
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A
questo punto urge spremere le meningi e trovare la
soluzione ... detto fatto. Mi reco da un idraulico e
procuro due signore valvole di non ritorno a battente in
ottone da 1 pollice e mezzo, smonto i gomiti nel gavone
poppiero e li sostituisco con questo sistema che funge
anche da sifone.
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Ho
provato a riempire il piano di calpestio con acqua e lo
smaltimento avviene adesso in maniera più rapida
e ....miracolo! L'acqua non rifluisce neanche nelle
retromarce più toste.
Alla prox modifica
;-)
Alessandro P. (Ale & Mary) ©
i
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