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Lo sport della canoa fluviale puo' essere pericoloso se affrontato da inesperti, se siete   principianti rivolgetevi ad una scuola di kayak o a persone esperte. Le eventuali descrizioni  contenute in questo sito  sono indicative poichè un fiume può modificare il suo corso in qualunque momento a causa di piene, interventi dell'uomo, sbarramenti, piante di traverso livelli d'acqua differenti ecc. Prima di affrontare qualunque fiume si consiglia di informarsi e di effettuare le dovute ricognizioni.

 

 

 

La valle del fiume Trebbia è un vero paradiso per gli amanti della discesa in kayak

 

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TREBBIA AVETO e BORECA

 

 

COME ARRIVARE IN VAL TREBBIA

Da Chiavari: strada statale 586 della val d'Aveto; da Genova: strada statale SS45 per Piacenza.

Autostrade A1 Milano-Bologna, uscita Piacenza sud, seguire Piacenza est e imboccare la tangenziale che porta alla strada statale 45 della Val Trebbia per Genova.

 

 

 

 

Nelle foto Stefano, Sandro,Marco nel tratto Marsaglia- Bobbio 8 km di anse,controroccia,e piccoli rulli dove fermarsi a giocare.

 

 

 

II fiume è regolato da dighe ed è soggetto a un continuo cambiamento dovuto alle piene primaverili e autunnali che modificano spesso la fisionomia delle rapide.Si possono percorrere vari tratti a seconda del livello dell'acqua. Tutti percorsi facili, con pendenze poco accentuate e caratterizzati da un susseguirsi di rapide e laghetti. La strada passa lontana e alta sul fiume: i punti di imbarco e sbarco sono quindi obbligati. Proprio perché lontano dalla strada si ha l'opportunità di perdere i contatti con il mondo circostante rendendo la discesa ancor più affascinante e piacevole. Navigabile a vista e tutto facilmente trasbordabile.

1° tratto: Ponte Trebbia - Montebruno Tratto altissimo del Trebbia. 6 km  ww 3° - ww 4°  in profonde gole boschive, Spesso si incontrano rami spioventi  che possono ostacolare il passaggio. L'imbarco è a Trebbio Burche, tra Ponte Trebbia ed il bivio per Costazzo, seguendo un sentiero in discesa che porta al fiume.Sbarco al primo ponte di Montebruno.

2° tratto: Montebruno - Correlo   13 km di ww 3° con possibilità di sbarchi ovunque essendo sempre fiancheggiato dalla statale . Attenzione ai numerosi rami che si possono incontrare durante il percorso. Imbarco al ponte di pietra e sbarco a Gorreto prima dello sbarramento.

3° tratto: Gorreto - Valsigiara   10 km con difficoltà di ww 3° - ww 4° .Tratto più interessante del fiume. Imbarco sotto lo sbarramento di Gorreto e sbarco sotto il ponte della statale 45 in prossimità del bivio per Zerba. In prossimità di Ottone attenzione allo sbarramento artificiale. Percorso ideale per  giocare durante il percorso. Possibilità di continuare per altri 20 km con primo sbarco in località Ponte Lenzino o ancora più avanti in località Marsaglia. percorso  di ww 3° grado che scorre in una profonda gola boschiva lontano dalla strada  molto alta sulla sinistra.

4° tratto: Marsaglia - Bobbio Paesaggisticamente la parte più suggestiva del fiume. Non presenta particolari difficoltà canoistiche (ww 11° - ww 111° grado).8 km di anse,controroccia,e piccoli rulli dove fermarsi a giocare.A metà percorso attenzione alla galleria artificiale facilmente trasbordabile in riva destra in prossimità della diga di San Salvatore; è comunque navigabile previa un'ispezione per controllare se non è ostruita da tronchi. La galleria non presenta particolari difficoltà da un punto di vista canoistico ma la scarsa visibilità può in qualche modo mettere in difficoltà il mantenimento della direzione. Non è consigliabile a tutti.Imbarco a Marsaglia di fronte al centro sportivo e sbarco 3 km prima di Bobbio.

5°Tratto AVETO Salsominore - Marsaglia  ww 3° grado. Imbarco appena sopra l'abitato di Salsominore. Percorso selvaggio con numerosi punti per giocare. Attenzione alla rapida del ponte di Marsaglia per la presenza di ferri del vecchio ponte crollato che ostacola il passaggio. Sbarco a Marsaglia nei pressi del centro sportivo.

6° Tratto BORECA :Il torrente Boreca e’ un affluente del Trebbia ;Scorre in una valle laterale di grande bellezza, immersa in montagne dove la natura offre ancora quel senso di incontaminato che oggi è sempre più difficile trovare nelle nostre zone.Un giorno Stefano Dario Vittore ed io (Marco) decidemmo di fare una tranquilla discesa sul Trebbia ma, sorpresa, era talmente in piena che la galleria nel tratto Marsaglia-Bobbio era completamente sommersa trasformandosi in un enorme sifone, mentre la diga a lato si era trasformata in un enorme sbarramento artificiale. Inutile dire che la discesa non era consigliata quindi decidemmo per il Trebbia alto ma anche qui il panorama non era dei migliori: l’acqua trasbordava nei boschi ad una velocità notevole. Che facciamo adesso?!?! Ed ecco la soluzione IL BORECA. Risaliamo la valle per 15 km circa e sulla destra imbocchiamo una strada che si inerpica per la valle del Boreca che vediamo solo al congiungimento con il Trebbia.    La portata era elevata ma non minacciosa.                                                                Risaliamo la valle fino al raggiungimento di un lago artificiale dove decidiamo di stabilire l’arrivo, lasciamo l’auto di recupero e ci cambiamo per poi ripartire verso l’imbarco, inutile il tentativo di vedere il fiume molto più in basso dentro una gola boschiva.                                                                                                                      Finalmente troviamo un sentiero stretto in discesa che porta al fiume che all’imbarco dava l’impressione di essere in condizioni di portata elevate.                                     Dopo le prime due curve subito ci rendemmo conto del carattere nervoso del fiume, corrente veloce con rapide di 4° grado continuo che hanno dato qualche difficoltà di fermata a causa delle poche morte disponibili. Impraticabile a metà percorso causa un grosso albero di traverso sotto ad un salto, trasbordo a destra . Arrivo alla diga dopo due ore di discesa un po’ tesa causa i livelli alti ed il fatto che non conoscevamo il percorso ma una grande soddisfazione per l’emozione regalata da questo splendido torrente immerso in una natura incontaminata.                                                               Difficile rifarlo in quanto il percorso è quasi sempre molto povero d’acqua. Consigliato a canoisti esperti.

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